Gianfrancesco Gonzaga (1395 – Mantova, 25 settembre 1444)
fu dapprima V Capitano del Popolo di Mantova dal 1407 al 1433, quindi primo marchese

 di Mantova dal 1433 alla morte.

Gianfrancesco, nato dal secondo matrimonio del padre Francesco,

con Margherita Malatesta, al momento della morte del padre (avvenuta nel 1407)

aveva solo 12 anni. Gianfrancesco venne riconosciuto signore di Mantova il 20 marzo 1407,

 e in attesa di raggiungere la maggiore età era stato nominato
come tutore lo zio Carlo I Malatesta. Grazie alla politica filo-veneziana tenuta

già dal padre e ora dallo zio,
il piccolo Gianfrancesco venne posto sotto l'importante protezione della Serenissima
(che inviò un contingente di 150 lance a protezione della città),

che gli permise di trascorrere senza pericoli
gli anni che lo separavano dalla maggiore età.
Gianfrancesco il 22 agosto 1409 sposò a Pesaro Paola Malatesta, figlia di Malatesta IV Malatesta, signore di Pesaro e di Fossombrone.
Costei, di aspetto tutt'altro che avvenente, portò in dote ai Gonzaga una tara genetica che si trasmise anche alle generazioni successive:
la gobba. Nonostante l'aspetto, Paola era però donna di acuto ingegno ed intelletto,
ed ebbe un ruolo primario nelle scelte politiche del marito.
In sua assenza Gianfrancesco designò il conte Carlo Albertini da Prato come suo sostituto

 nel governo della città. Fu in seguito incarcerato per avere tramato contro di lui.
Con Gianfrancesco si inaugurò una tradizione di condotte militari che fece la fortuna della famiglia nelle generazioni successive.
Egli militò a lungo sotto la bandiera veneziana ed accettò di militare per Milano solo quando quest'ultima si era alleata a Venezia. Grazie alle condotte militari Gianfrancesco arricchì il patrimonio personale e riuscì ad ottenere ampliamenti territoriali
nelle zone di confine, occupando anche per un breve periodo i territori di Asola e Lonato,

 che per molte generazioni successive furono agognate dai Sovrani di Mantova.

A queste terre si aggiunsero Viadana, Ostiano, Isola Dovarese e Rivarolo,
strappate alla famiglia cremonese dei Cavalcabò.
Nel 1418 Gianfrancesco ospitò a Mantova Papa Martino V, eletto dal Concilio di Costanza,
che si trattenne fino al febbraio 1419.
Grazie all'appoggio dei veneziani, di cui divenne comandante dell'esercito, Gianfrancesco ottenne l'ampliamento dello stato verso occidente: gli furono cedute infatti, nel 1431,

le terre di Lonato, Castiglione, Castel Goffredo, Solferino, Redondesco, Canneto, Sabbioneta, Ostiano e Vescovato.
Nel 1433, dopo un lungo inseguimento, finalmente Gianfrancesco riuscì a fregiarsi

 del titolo di I marchese di Mantova.
Questo titolo, che finalmente legittimava e faceva divenire ufficialmente

ereditario il possesso di Mantova
da parte della famiglia, gli costò l'esborso di ben 12.000 Fiorini.
L'imperatore Sigismondo scese a Mantova nel settembre del 1433 ed al culmine

di una sfarzosa cerimonia consegnò le insegne marchionali al Gonzaga.
Lo stemma dei Gonzaga si arricchì della croce in rosso accantonata dalle quattro aquile.
Nella stessa occasione Gianfrancesco si legò ancor più alle politiche imperiali,

siglando il fidanzamento del figlio primogenito (e futuro Marchese), Ludovico, a Barbara di Brandeburgo, nipote dell'Imperatore.
Gli ultimi anni di vita del primo Marchese di Mantova furono però poco felici:
prima dovette assistere alla feroce rivalità tra i figli Ludovico e Carlo,

poi un infelice cambio di politica,
con l'avvicinamento a Milano e la conseguente guerra con Venezia,

gli portò alcuni pesanti rovesci militari,
con la conseguente perdita di alcune delle terre faticosamente conquistate in precedenza.
Il successivo trattato di pace siglato a Cavriana
(Pace di Cavriana o Pace di Cremona) il 20 novembre 1441 con la Serenissima

 gli costò anche una sanzione di 4.000 ducati d'oro.

Nel 1423 invitò a Mantova Vittorino da Feltre come precettore dei suoi figli e qui fondò la

 Ca' Zoiosa, celebre scuola umanistica.