Federico II Gonzaga (Mantova, 17 maggio 1500 – Marmirolo, 28 giugno 1540)
fu V marchese poi, dal 1530, I duca di Mantova.
Era figlio del marchese di Mantova Francesco II e di Isabella d'Este.

Cresciuto tra la corte di Francia e quella papale, Federico alla morte del padre,

avvenuta nel 1519, gli successe rimanendo sotto la reggenza della madre e la tutela degli zii, Sigismondo e Giovanni.
Il 7 aprile 1521 ricevette l'investitura imperiale da Carlo V.
Nonostante la scarsa esperienza militare, venne nominato capitano della

Chiesa da Papa Leone X.
Questo incarico però veniva ad allontanarlo dall'orbita imperiale
alla quale Federico subito mostrò di sentirsi orientato.
Per evitare un'accusa di fellonia, nei capitoli della condotta militare venne

specificato che in caso di ostilità
verso l'imperatore il marchese di Mantova sarebbe stato esentato dal combattere.

 Questo però era solo un espediente,
in quanto venne stipulata una polizza segreta con la quale Federico si impegnava

a combattere anche contro l'impero.
In seguito però le posizioni del marchese divennero dichiaratamente filo-imperiali

e la madre Isabella, che anche dopo l'elezione del figlio aveva continuato la

sua attività politica, decise di far sparire la
compromettente cedola pagando Pietro Ardinghello, segretario della Curia

e già uomo di fiducia di Leone X, affinché la sottraesse.
Federico II conquista Parma nel 1521.
Tela di Tintoretto, 1578/79, per suo figlio Guglielmo Gonzaga
(Alte Pinakothek, Monaco di Baviera).Questa sua duplice veste di capitano generale dell'esercito pontificio
e di alleato fedele dell'imperatore si metterà in evidenza nel novembre 1526 allorquando permise il transito
sulle sue terre dei lanzichenecchi di Carlo V, rallentando nello stesso tempo la marcia delle truppe della Lega di Cognac

 al comando di Giovanni delle Bande Nere, affiancato da Aloisio Gonzaga, che combatterono
nella Battaglia di Governolo il 25 novembre 1526.
Federico già in giovane età era stato promesso sposo alla prevista erede del marchesato del Monferrato, Maria Paleologa.
Questa aveva solo 8 anni, fu stipulato un contratto di matrimonio e prima di completare

 le nozze fu concordato di aspettare che la sposa compisse i canonici 16 anni.

Durante questo periodo però le cose mutarono:
Federico non bramava più il Monferrato, diventato difficilmente raggiungibile perché

il marchese regnante,
Bonifacio IV, pareva aver sorprendentemente superato i problemi di salute che l'avevano angustiato in tenera età
e che sembravano non permettergli di sopravvivere a sufficienza per poter governare il marchesato.
Venne così inscenato un finto complotto ai danni dell'amante di Federico,

Isabella Boschetti, a cui avrebbero aderito Maria e la madre Anna d'Alençon.

 Federico riuscì così a farsi annullare dal
papa il contratto matrimoniale.

Ducato di Mantova Gonzaga

Federico II
Figli
Francesco III
Isabella
Guglielmo
Ludovico
Federico

Francesco III
Guglielmo
Figli
Vincenzo I
Margherita
Anna Caterina

Vincenzo I
Figli
Francesco IV
Ferdinando
Margherita
Vincenzo
Eleonora

Francesco IV
Figli
Maria

Ferdinando
Vincenzo II

A questo punto l'imperatore Carlo V gli propose le nozze con la zia Giulia d'Aragona

(1492-1542),
figlia di Federico I di Napoli, più anziana di lui, nonché sterile.

Con la promessa di matrimonio
sarebbe arrivato anche il tanto agognato titolo ducale. Federico prese tempo,

 ma dopo aver ricevuto
il titolo di duca dall'imperatore Carlo V, entrato trionfalmente a Mantova il 25 marzo 1530,

arrivò la notizia dell'improvvisa morte di Bonifacio IV del Monferrato,

 causata da una caduta da cavallo.
A questo punto si assisteva a un ritorno di fiamma per Maria Paleologa,

che tornava ad essere l'erede
designata del marchesato piemontese, visto che il successore di Bonifacio,

lo zio Giangiorgio, era già seriamente malato e non sarebbe vissuto a lungo. In un disperato tentativo di far perdurare
la linea maschile dei Paleologo, Giovanni Giorgio accetta la proposta imperiale di sposare Giulia d'Aragona.
Federico ruppe così gli accordi matrimoniali con l'imperatore,

che perdonò l'affronto intascando
ben 50.000 scudi d'oro, e si mise all'opera per convincere il papa ad annullare la precedente decisione ed a rendere nuovamente valido il contratto matrimoniale con Maria.

 Tutti questi complotti vennero però
resi vani dalla morte improvvisa di Maria, avvenuta pochi giorni prima del breve papale

che riaffermava la validità del contratto. A questo punto Anna d'Alençon, timorosa che il Monferrato venisse inglobato
dalla Francia o dai Savoia, decise di dare fiducia a Federico, offrendogli la mano della secondogenita Margherita.
Il matrimonio fu così celebrato il 16 novembre 1531,
e nel 1533, alla morte di Giangiorgio, il Monferrato passò alla famiglia Gonzaga dopo l'estinzione della legittima linea ereditaria maschile, ancora una volta con l'avallo di Carlo V.
Raggiunti tutti i suoi scopi, Federico passò gli ultimi anni di vita (già minato dalla sifilide,
malattia ereditata dal padre Francesco) nell'abbellimento di Palazzo Ducale.
Federico fu anche committente di Palazzo Te, la residenza edificata da

Giulio Romano tra il 1525 e il 1534
fuori dalle mura di Mantova per l'amante del marchese Isabella Boschetti.
Morì di sifilide nel 1540 a poco più di un anno dalla morte della madre e fu tumulato nella Basilica di Santa Barbara.


Federico Gonzaga è stato anche celebrato da Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso